Le auguro tanta salute.

Ho appena letto un articolo su “Il giornale”, scritto da Marcello Veneziani, dal titolo “Vivere al massimo pur di pensare al minimo“. Di chi parla? Di Vasco. E cosa dice? Per riassumere in poche parole (non sono una filosofa, io. La filosofia sarebbe meglio lasciarla a chi di dovere, piuttosto che atteggiarsi a fare i Nietzsche dei baci perugina) dice che Vasco è un drogato che induce a “vivere al massimo e pensare al minimo”. Ed è davvero strano. Perchè solo una persona che “pensa al minimo” (voglio adeguarmi ai termini utilizzati dal Sig.r Giornalista) potrebbe dire una cosa del genere di una persona come Vasco. Non che l’abbia mai conosciuta: basta ascoltare le sue canzoni. Magari più di una. Magari accendendo quella materia grigia che ci ritroviamo all’interno della scatola cranica. Magari provando a sentire, e non solo ad ascoltare. Magari usando cuore e anima, sempre che tutti ne siano dotati…

Ma non è finita qua. L’egregio giornalista cita altri cattivi maestri, tra i quali Fabrizio Corona. (Tralasciando il fatto che se dovessimo stabilire il successo di una persona in base all’esempio che dà, il 90% dei vip se ne tornerebbe a casa. E primi tra tutti i politici). Corona, dicevamo. Pessimo esempio. Ho visto l’altro giorno un servizio di Pif, Il Testimone, dedicato a lui. A un certo punto gli arriva una telefonata di una giornalista, credo, per disdire un qualche evento (non si capiva bene quale) perchè, attenzione: era un evento che aveva a che fare con la famiglia e il sindaco non lo riteneva una persona adatta a rappresentare le famiglie. Tutti i santi giorni, io, accendo la televisione. E mi ritrovo davanti un tipetto alto un metro e una banana che dichiara il valore universale della famiglia. L’importanza della famiglia. E tutti i santi giorni va in onda. Lui è adatto, a rappresentare la famiglia? Bellissima comunque la risposta di Corona, qualcosa come: gli metto dietro un paparazzo, sicuramente lo becco che ogni sera va a puttane e poi viene a parlare a me della famiglia.

E ha ragione. Perchè è troppo facile fare i santi moralisti in pubblico. O meglio, è da conigli. Chiudo con una citazione che non ricordo di chi sia “Se la vostra mente non è aperta, tenete chiusa anche la bocca“. 🙂

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Vi lascio la risposta di Vasco al giornalista, pubblicata sulla sua pagina facebook, per chi non l’avesse (è lunga e con poca punteggiatura perchè scritta di getto, come scritto da Vasco stesso):

Marcello Veneziani io lo conosco.  Filosofo della destra è apparso dopo gli anni ottanta quando la destra conquistò il potere con Berlusconi..da trascinador  con un partito e e tre television .. Strano caso di parruccone moderno. Assomiglia fisicamente a un mio amico psichiatra. Fisicamente una figura gradevole di uomo deciso e sicuro. l’aspetto di un uomo serio. non come tutte le facce di quei filosofi di sinistra un po’ trasandati o belli come Bonaga.  non pomposo o pedante eppure sempre un po’ pesante .  naturalmente molto intelligente e con una logica acuta e stringente affronta solitamente gli argomenti con grande chiarezza.  Il problema è che quando questi filosofi o meglio professori di filosofia, parlano di canzoni, non essendo  il loro linguaggio non ne capiscono niente e finiscono per dare significati completamente opposti  a frasi espressioni e concetti. Arrivando a per prendere veri e propri abbagli. imbarazzanti prese di otto per diciotto.

Stabilendo arbitrariamente  che il titolo “Vivere o niente” sia un invito a una vita senza senso e vuota di significato cita subito un titolo di un libro uscito proprio i questi giorni “Vivere non basta” che afferma ben altri concetti e valori positivi

Il fatto è che  “Vivere o Niente” non  significa affatto quello affermato dal filosofo  ma esattamente l’opposto .

qualsiasi ragazzino di vent’anni che lo ha ascoltato oggi glielo potrebbe confermare

Si tratta invece più o meno dello stesso concetto. “Vivere o niente” non significa “niente” o confusione ma è un Out-Out.  Significa scegliere e decidere di vivere una vita piena e intensa . VIVERE con passione. altro che vivere non basta…

Vede io non so come lei si ostini a vedere in me un modello negativo un esempio di vita sbagliato. un nichilista. espressione tanto lontana da me, che ho amato la vita vissuta stravissuta, quanto il sole dalla luna. ma mi guardi in faccia. ho 59 anni suonati. le sembro uno che ha buttato via la propria vita bruciandola senza un’ombra di regole in confusione mentale, senza principi o etiche in totale e perenne preda di passioni. Vuole vedere le mie analisi del sangue dove i valori del mio fegato sono quelli di un bambino?

Lei sa che ho una compagna con cui vivo da venticinque anni e con lei ho costruito una famiglia. Ho un figlio splendido. Sa che mantenere in piedi un rapporto un progetto un matrimonio un patto costa molti sacrifici. Costa ad esempio non permettere di lasciarsi innamorare di un’altra persona. perchè a quindici anni è un conto ma a trenta ti puoi controllare. Sa che pare che questa trattasi invece di “causa” primaria di motivo per separazioni e divorzi se si ascolta cinguettare mature signore la domenica pomeriggio in ogni salotto televisivo. Sostenute da vuote figure di conduttrici le si sente apprezzare giustificare e comprendere questo motivo di separazioni di coppie, senza alcun rispetto per il dolore dei figli i loro problemi completamente ignorati e sacrificati sull’altare del proprio orgoglio e della propria vanita.

Sa che mantengo tre famiglie.

Che la  provvidenza mi ha regalato altri due figli nati da precedenti occasionali rapporti.  Che regolarmente ed orgogliosamente ho riconosciuto provvedendo ad ogni loro necessità  e amandoli.

Sa che pago le tasse e ho mantenuto la mia residenza in Italia quando potevo prenderla a montecarlo o alle bahamas

Sa che a Bologna sono risultando  addirittura un anno il maggior contribuente.

Sa che la mia società (che naturalmente ho costituito per evadere le tasse  secondo le candide dichiarazioni di un alto funzionario statale  che così facendo non ha offeso  certo me che non ho alcuna reputazione da difendere ma tutte le aziende italiane che tengono in piedi questo paese)  la mia azienda, dicevo, dà lavoro fisso a una decina di dipendenti. senza contare l’indotto di quando faccio concerti nei quali migliaia di persone vengono assunti per lavorare alla realizzazione dei miei concerti

Niente è come sembra. E lei lo dovrebbe sapere.

Pensa che dietro questi capelli spettinati quest’aria da squinternati non ci siano degli artisti seri dei professionisti che svolgono con  precisione e attenzione  il loro mestiere di creare spettacoli. trascinare e comunicare emozioni. portare gioia per una notte a centinaia di migliaia di ragazzi resi disperati dalla preoccupazione di doversi affacciare  in un mondo derubato spogliato disorganizzato  e male amministrato da generazioni di corrotti avidi e falsi amministratori che si sono alternati alla guida di un paese e che ricevono oggi titoli altisonanti laute pensioni e privilegi quando secondo la mia elementare logica montanara dovrebbero come minimo  essere ritenuti responsabili della situazione di oggi.

Lei è chiaramente ancora vittima di quel pregiudizio demenziale che  un mediocre giornalista mi affibbiò cosi a prima vista,  quando mi vide apparire a “domenica in” con  degli occhiali fumè  e mi sentì cantare la dionisiaca voglia di divertirsi di quegli anni…non so se ricorda la milano da bere…

Mi  definì Drogato…(le risparmio gli altri insulti gratuiti e offensivi alla mia persona non al mio ruolo badibadi ben.) e quel marchio così spaventoso per le mamme le famiglie che a quei tempi vedevano i figli distruggersi con l’eroina decretò la mia condanna civile- il mio esilio dalle orecchie della gente. Era pericoloso ascoltare le mie canzoni. Inneggiavano alla droga. “Vita spericolata” una canzone che inneggia alla vita vissuta pericolosamente piena di avventure e piena di significato  divenne sinonimo di vita drogata.

incredibilmente. nulla in quella canzone ha dei riferimenti alla droga. nemmeno metaforici o figurati.

Per quanto riguarda le mie laurea Honoris Causa e le mie lectio magistralis che  sarebbero a suo opinabile parere pagliacciate come un papa ratzinger che canta al palasport

oltre a farle notare che l’ho ricevuta in scienza della comunicazione e se lei non pensa che la meriti venga a milano a  vedere san siro per quattro giorni pieno di ragazzi felici ai quali comunico emozioni

mi pregio di farle notare  che è proprio di questi giorni la notizia che il papa ratzinger abbia chiesto una molto poco divina  richiesta di depositare un  Copyright sulla propria voce. Un  Diritto di esclusiva.  per l’amor di dio. certamente

Se io avessi lo stesso tipo di problemi o di contraddizioni   ora starei pensando di stipulare una buona polizza assicurativa sulla vita…..eterna!  …magari poi c’è.

Si rilassi legga i suoi libri e non si occupi di canzoni. quelle non vanno lette o interpretate. vanno ascoltate col le orecchie e col cuore. Solo così  se ne capisce il senso. ma occorre spegnere il cervello e lasciarsi andare. poi occorre un po’ di sensibilità. quella che forse a lei difetta un po’. Considerato che non le occorre certo  per esercitare quella sua lucida, perfetta, affascinante ed  implacabile logica.

 

la ringrazio per l’attenzione e

Le auguro tanta salute

 

 

Vasco Rossi

Le auguro tanta salute.ultima modifica: 2011-03-31T19:41:00+00:00da pepespepes
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4 pensieri su “Le auguro tanta salute.

  1. Io credevo che alcuni giudizi negativi su vasco fossero ormai ancorati ad un’epoca passata, un’epoca dove il Rock necessariamente avrebbe dovuto creare divisioni generazionali facendo emergere persone “benpensanti” che spesso, nell’esprimere il proprio giudizio critico, facevano confusione tra rockstar e uomo. Se allora la cosa poteva essere comprensibile oggi resto sbigottito nel leggere un giudizio superficiale nei confronti di un cantante che meglio di chiunque altro in Italia è riuscito a cogliere i problemi esistenziali, la voglia di vivere, i momenti felici, i momenti tristi, i sogni, le speranze e le disillusioni di intere generazioni di giovani. Posso capire una persona qualunque che da giudizi superficiali sulla base di sterotipi ma un filosofo il cui ruolo è di interrogarsi sul senso della vita non si può permettere di etichettare in maniera negativa un cantante come vasco che ha scritto canzoni come Un senso. Jack

  2. Il giornalista Marcello Veneziani lo trovo alquanto superficiale nei giudizi ,forse un bravo giornalista dovrebbe prima documentarsi è non generalizzare, chi ama Vasco conosce i suoi scheletri nell’armadio, mentre pochi conoscono i suoi, amesso che non li abbia ,certo non avendo le qualità di Vasco sia filosofiche che poetiche mi fa pensare che un po gli rode forse lui vorrebbe essere come Vasco mentre invece personalmente per me è un perfetto sconosciuto che scrive come tanti,le consiglio di ascoltare attentamente non tanto la musica ma le parole vere poesie. Le consiglio di ascoltare Angeli.

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