16/01/2012

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Blablabla

E pensare che ero stata così brava, mi ero fatta i cazzi miei per un paio di settimane senza rompere i coglioni, senza dire quello che mi passava per la testa, senza far trapelare nulla, o quasi, di quello che provavo.. E alla fine ho sbottato comunque, non a Natale come previsto, ma un attimino dopo... :)

Il problema è che sono stanca dei continui blablabla della gente, parole gettate al vento e mai, dico MAI una volta seguite da fatti. Troppo facile così. Troppo facile essere bravi solo a parole. Forse bisognerebbe pensare, prima di parlare. Perchè potreste trovare la sfigata di turno che non vi prende come un coglione, ma crede a ciò che dite.

E ovviamente ci avevo creduto. A tutto. Non solo alle parole, ma alle mani, agli occhi, alla tenerezza, agli abbracci, agli sguardi, alla voglia di vedersi, al cercarsi, ai sorrisi, all'esserci. Alle emozioni, a un cuore che batteva, al capirsi solo con uno sguardo. A una persona limpida che mi diceva ogni cosa le passasse per la testa, anche se cambiava idea mille volte. :) Ai sogni, alle paure, alla delicatezza con cui mi ha preso per mano e mi ha permesso di entrare nella sua vita. Alla voglia assurda che avevo di farlo entrare nella mia, di viverlo. Al fatto che riuscisse a scavare dentro di me, grattando via la ruggine... Al cuore che mi sorrideva quelle rare volte in cui era felice. A quel 'noi' che forse c'era solo nella mia testa. E sulla bocca di tante persone invidiose... :)

Per forza doveva essere solo nella mia testa. Perchè se fosse esistito, non avrebbe mai potuto esaurirsi così, da un giorno all'altro.

E boh. Forse avrei dovuto capirlo prima, ai tempi della prima sclerata. Perchè una persona che ti vuole bene non avrebbe mai pensato di fare una cosa del genere. Lui invece era combattuto.. seriamente combattuto. Il desiderio di una persona vista una sola volta era più forte di ciò che avevamo.. forse avrei dovuto capirlo lì. Ma speravo troppo che fosse solo un momento di crisi, una cazzata, un errore, dopotutto siamo umani, tutti sbagliano...

Io per prima, a quanto pare... e nonostante tutto, nonostante quanto sia incazzata, delusa, triste, svuotata e disillusa, l'unica cosa a cui riesco a pensare è che mi manca. Non mi smentisco mai, cogliona fino alla fine... :)

cogliona fino alla fine, indifferenza, crederci, sbagliare, delicatezza, boh, fanculo

09/01/2012

...

SBAM!




02/01/2012

Buh!

Ho una pazienza quasi infinita. Quasi. E' a quel quasi che bisogna porre attenzione... la maggior parte della gente è incostante, volubile, instabile; cambia idea col cambiare del vento, se ne va e poi ritorna, miliardi di volte. Io no. Io sono ferma, decisa. Sia quando ci sono, sia quando decido di andarmene..

E la paura è sempre la stessa.. non so perchè, ma generalmente le persone capiscono l'importanza di ciò che hanno quando ormai è troppo tardi. :)

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23/12/2011

Vivere qualcuno fino in fondo.

No, non significa andarci a letto. Quello lo sanno fare tutti. Significa entrargli dentro, arrivare dove non è arrivato nessuno. Non dico che sia facile.. comporta un'apertura massima, da parte di entrambi. La predisposizione a conoscerci, perchè lasciando entrare qualcuno, è possibile giungere in posti dove nemmeno noi stessi siamo mai arrivati. Scoprirsi a vicenda. Lasciar cadere ogni velo, senza paura nè vergogna, mettersi nelle mani di chi ci sta di fronte.

Fa un po' paura, eh? A quanto pare molta, per qualcuno anche troppa... quindi, meglio che me ne ritorni tra le mie nuvole. :)

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09/12/2011

Voglia di neve...

Nove dicembre e non ha ancora nevicato. Uff! Sono giorni strani... pretendo sempre troppo dalle persone, non ho ancora imparato ad adeguarmi, a moderarmi, ad accontentarmi... e forse non imparerò mai. Forse è dovuto al fatto che tendo a sopravvalutare le persone e non c'è niente di più sbagliato che si possa fare... ma posso sempre imparare. Imparare ad accontentarmi. A non rompere i coglioni. A non pretendere. A lasciarmi scorrere tutto addosso.

Ho un imponente bisogno di neve...

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24/11/2011

Nessuno si salva da solo

Era bello scambiarsi i dolori, renderli familiari. Anche lui aveva un discreto zaino pieno di merda sulle spalle e non vedeva l'ora di svuotarlo ai piedi di una ragazza come lei.

Fino a quel momento aveva avuto solo relazioni piuttosto superficiali. Si nascondeva dietro una parvenza flessuosa e anche un po' crudele, da giaguaro di suburra. Suonava la batteria, e questo lo rendeva uno da baci sul culo. Aveva gli occhi incassati e il resto del volto leggermente arretrato rispetto alla fronte, un po' da cavernicolo, e poteva permettersi di sembrare misterioso, anche se non lo era affatto. In realtà era molto sentimentale e alla ricerca disperata di un amore. Aveva genitori giovani e inattendibili ma ancora insieme nonostante tutto. Quindi aveva una sorta di ideale. E si sentiva più puro della maggior parte delle persone che conosceva. Questo ideale un po' ridicolo nel suo mondo di ketamine e scopate dure lo faceva spesso sentire un Frankenstein qualunque, uno sfigato fatto di pezzi di cadavere cuciti che non andavano d'accordo tra loro.

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Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo

23/11/2011

And all I do is kiss you, through the bars of a rhyme...

"Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. 
Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. 
A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. 
Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male. 
Se decidi di affrontarle può darsi che la cosa ti faccia a pezzi, 
ma dopo avrai tutto il tempo e la forza per rimetterli insieme. 
Se scappi sarai in frantumi nello stesso modo ma il rimorso 
farà di te un uomo a pezzi per tutto il tempo che ti resta. 
E saranno pezzi ogni giorno più piccoli..."

Faletti, Io uccido.


Non capisco più un beneamato cazzo. :) E' come se non fossi più padrona della mia mente, del mio corpo e del mio cuore. Vanno per conto loro ormai, e non solo non riesco a fermarli, ma nemmeno a gestirli. E neanche a capirli, a volte... Non riesco più a fidarmi di me stessa e di conseguenza nemmeno degli altri. A cosa devo credere? A chi...? E' novembre... con la sua nebbia del cazzo che mi offusca il cervello.

 

nebbia, sole, nebbia luce



19/11/2011

E' la musica...

"Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia.

 
Se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un’intera notte passata a restituirsi la vita, l’un l’altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l’altra – ogni palmo della pelle é un viaggio, di scoperta, di ritorno nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo – nel grembo di quella notte stravolta, nera burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto-sospiri, sospiri nella gola di Elisewin – velluto che vola – sospiri ad ogni passo nuovo in quel mondo che valica monti mai visti e laghi di forme impensabili – sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mutechi l’avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere cosi’ lontano – accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre così veloce e fuggire – fuggire da tutto – vedere lontanovenivano dai due piu’ lontani estremi della vita, questo é stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso – questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani, più di chiunque altro e adesso – grada la voce di Elisewin, per i fiumi di storie che forzano la sua anima, e piange Adams, sentendole scivolare via, quelle storie, alla fine, finalmente, finite – forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolanoe nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore – tristezza, forse – perfino tristezza – desiderio –
quando lo racconteranno non diranno la parola amore – mille parole diranno, taceranno amore – tace tutto, intorno, quando d’improvviso Elisewin sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell’uomo dentro, gli afferra le mani e, vedi, non morirà.

stelle, stelline, stelle tra le mani



 
Come si fa? Come glielo dici, a una donna cosi’, quello che devi dirle, con le sue mani addosso e la sua pelle, la pelle, non si puo’ parlare di morte proprio a lei, come glielo dici a una ragazzina così, quello che lei sa già e che pure bisognerà che ascolti, le parole, una dopo l’altra, che puoi anche sapere ma devi ascoltare, prima o poi, qualcuno deve dirle e tu devi ascoltarle, lei, ascoltarle, quella ragazzina che dice

 
-Hai degli occhi che non ti ho visto mai.

 
...come glielo dici, a una donna così, che tu vorresti salvarti, e ancora di più vorresti salvare lei con te, e non fare altro che salvarla, e salvarti, tutta una vita, ma non si può ognuno ha il suo viaggio, da fare, e tra le braccia di una donna si finisce facendo strade contorte, che neanche tanto capisci tu, e al momento buono non le puoi raccontare, non hai le parole per farlo, parole che ci stiano bene, lì, tra quei baci e sulla pelle, parole giuste, non ce n’é, hai un bel cercarle in quel che sei e in quel che hai sentito, non le trovi, hanno sempre una musica sbagliata, é la musica che gli manca, lì, tra quei baci e sulla pelle, é una questione di musica.

 
...Come glielo dici, a un uomo cosi’, che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa e tra le carezze voglio fargli capire che il destino non é una catena ma un volo, e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare, e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa invece di quell’unica, orribile, a cui va incontro, solo perché lei lo aspetta, la notte orrenda, e da anni lo chiama. Come glielo dici, a un uomo così, che ti sta perdendo?

 

…E’ la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare, per dirselo, lì così vicini, la musica e i gesti, per sciogliere la pena, quando proprio non c’é più nulla da fare, la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell’andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita, strano pendolo dell’anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male, e per questo gli amanti, tutti, cercano quella musica, in quel momento, dentro le parole, sulla polvere dei gesti, e sanno che, ad averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica, esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una piccola melodia, imparata da sempre da cantare sottovoce.

 
Addio

 
Una melodia da nulla."

 

Baricco, Oceano mare

18/11/2011

Aimee Bender

bollicine-mani.jpgLui le passò la mano su tutte le vertebre, una per una, e lei non disse: basta mi fai il solletico, anche se lui temeva che lo facesse da un momento all’altro. Invece rimase semplicemente a guardare fuori dalle tende scolorite, coi capelli che frusciavano da un lato. Lui le accarezzò la spina dorsale da cima a fondo, un pezzetto alla volta, e per tutto il tempo che gli ci volle per farlo, il suo cervello rimase assolutamente in silenzio. È a questi spazi vuoti che bisogna stare attenti, perché si riempiono di sentimento prima ancora che uno si renda conto di cos’è successo; e che si ritrovi, arrivato in fondo alla spina dorsale di lei, diverso. 

Aimee Bender

 

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